Il pomo della discordia tra operai e vertici della Fiat è tuttora rappresentato dallo stabilimento della Fiat di Pomigliano, in provincia di Napoli. Più volte l’azienda torinese aveva minacciato la chiusura e il conseguente licenziamento degli operai.
Dopo giorni di grande tensione proprio in prossimità delle feste natalizie, Ugl, Fim, Uilm, Fismic e l’associazione dei quadri Fiat e il Lingotto hanno siglato il contratto per l’assunzione dei 4.600 dipendenti dello stabilimento. Operai ed impiegati verranno assunti dalla Newco a partire da gennaio 2011 e avranno un aumento di 360 euro lordi l’anno, la ridefinizione dell’inquadramento con lo scopo di agevolare gli avanzamenti professionali con l’inserimento delle fasce intermedie. Quanto alle relazioni sindacali, infine, verra’ seguito il ‘modello Pomigliano’ che esclude dalla rappresentanza le sigle che non hanno firmato l’accordo. I termini dell’accordo sono rimasti gli stessi dell’accordo redatto a giugno 2011. Nello stabilimento di Pomigliano verrà prodotta la nuova Panda.
Alla riunione che si è tenuti giorno 29 dicembre non hanno partecipto i rappresentati della Fiom che ha deciso una serie di iniziative di lotta dopo l’accordo di Mirafiori – uno sciopero di 8 ore per il 28 di gennaio – e da cui provengono solo proteste e disaccordi: “Angeletti e Bonanni sono la vergogna del sindacalismo italiano”.



