Quanto affermato nel titolo lo deduco dal fatto che non appena terminata l’autopsia – nonostante l’antropologa forense a capo dell’equipe che l’ha esguita, non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione in merito ai risultati acquisiti - i carabinieri abbiano recintato il campo vicino a Brembate, in cui è stato rinvenuto il corpicino, in avanzato stato di decomposizione, della piccola e sfortunata Yara Gambirasio.
Quindi, la misura di recintare il campo o è dovuta alla necessità di porre fine al non poco edificante pellegrinaggio – veramente macabro – di uomini, donne, raggazzi, intere famiglie con bambini. Tutta gente spinta dalla morbosità di vedere il luogo in cui è stato abbandonato e poi rinvenuto il corpo della tredicenne.
Ricordo che il rinvenimento è stato del tutto casuale. Infatti un gruppo di amici era entrato nel campo per far volare i loro aerei da modellissmo … a un certo punto un aereo è andato giù, atterrando proprio a due passi dal cadavere abbandonato di Yara.
Personalmente mi auguro solo che la recinsione del campo sia proprio dovuta al fatto che i rilievi effettuati sul cadavere sia in grado di fornire una pista – stavolta attendibile – per arrivare in tempi brevi all’assassino. In questa storiaccia brutta c’è una sola nota che può consolarci, ovvero che non stati stati riscontrati segni di violenza sessuale … ecco, almeno questa terrificante umiliazione è stat risparmiata alla piccola e innocente Yara. Comunque si è appreso che sul corpo Yara sono stati prelevati circa dieci DNA estranei … speriamo che tra di essi ci sia quello del malvagio assassino!
Il fatto che non ci siano segni di violenza sessuale ci rinfranca un pochino, certo non rende più sopportabile l’omicido, ma almeno è un dolore in meno da sopportare per chi l’amava – penso ai suoi genitori, ai quali va tutta la mia solidarietà, unitamente a quella dell’intera redazione – e per tutti coloro che sanno fare buon uso della pietà cristiana.
Auguriamoci che ora le indagini proseguano spedite e che non si ripetano le leggeregge e gli errori, troppi, commessi da quel 26 novembre, giorno della sparizione di Yara e, forse, del suo barbaro omicidio.
Lucio Vecchiotti / gossipenews.it

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