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Berlusconi e Maroni a Tunisi per siglare accordi su ondata migratoria!



Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, accompagnato dal ministro dell’interno Bobo Maroni, è atterrato a Tunisi … nella speranza di centrare l’obiettivo di siglare un accordo storico con il nuovo governo tunisino, nato dalla sommossa popolare che ha costretto alla fuga il dittatore Ben Alì, per arginare l’ondata migratoria, che oggi parte quasi esclusivamente dagli oltre 1.200 km di coste della Tunisia.





La missione diplomatica non appare affatto semplice. E per una serie di ragioni. La più importante è che il neonato governo di transizione tunisino non ha le risorse necessarie – umini, mezzi e soldi – per istituire un pressante e sistematico controlo delle coste che, come già accennato sopra, sono dispiegate lungo 1.300 km. E non è facile per nessuno operare con successo un controllo sistematico di un cosi vasto territorio costiero.

 Berlusconi e Maroni si trovano ora nel palazzo presidenziale di Cartagine, per un faccia a faccia con il presidente della Repubblica ad interim, Fouad Mebazaa. In rapida successione si terrà il meeting con il primo ministro Beji Kaid Essebsi.

A conferma di quanto sopra, lo scopo primario della missione è quello di verificare se il nuovo governo, che non è forte né eletto dal popolo, potrà trovare il modo per evitare nuove partenze. Ed è per questa ragione che Berlusconi è latore di un pacchetto di offerte - denaro, sostegno allo sviluppo e alla creazione di posti di lavoro, fornitura di mezzi terrestri e marini per il contrasto all’emigrazione clandestina -.

Ieri si è verificato un fatto positivo: il riavvicinamento diplotatico da parte del presidente francese Sarkozy, che ha telefonato a Berlusconi per lanciare la proposta di un vertice … atto a identificare soluzioni comuni per il contrasto alla fortissima immigrazione clandestina.

La missione dplomatica in Tunisia è assai diffcile e incerta. Nei giorni scorsi ci sono stati forti scambi di dichiarazioni non certo amichevoli. L’Italia accusava la Tunisia di non aver rispettato gli accordi. La Tunisia rispondeva che i due paesi non hanno mai sottoscritto accordi formali sul contrasto all’immigrazione. E poi rincarava la dove dicendo: Un paese come l’Italia, con 60.000.000 di abitanti, non può parlare di “tsunami umano” (come lo stesso Berlusconi aveva definito l’ondata migratoria) per soli 20.000 immigrati. Quindi la missione di Berlusconi e Maroni non nasce certo sotto una buona stella …. ma non è detta l’ultima parola.

Intanto in casa nostra non si palacano i disordini a Lampedusa e nelle diverse tendopoli, specie in quella di Manduria (TA), dove gli immigrati hanno passato la notte all’addiaccio, all’esterno della tendopoli per protestare contro il  nostro governo. I manifestanti vogliono garanzie sulla loro richiesta di asilo, che non è stata ancora presentata. In più esortano ad accelerare le loro pratiche per i permessi di soggiorno temporanei … invisi alla Lega di Bossi per ragioni elettorali

E sono ripresi gli sbarchi a Lampedusa – arrivati 600 nuovi immigrati – e gli avvistamenti, almeno 5, nel Canale di Sicilia. E sempre ieri è giunta la triste notizia di 68 cadaveri recuperati in mare nei giorni scorsi davanti alle coste libiche. Il Mediterraneo si sta sempre più trasformando in un cimitero a cielo aperto!

Lucio Vecchiotti / gossipenews.it

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