Per quanto riguarda la negazione all’estradizione del terrorita Cesare Battisti, rifugiatosi in Brasile dopo che la Francia aveva concesso l’estradizione, Berlusconi e il ministro degli esteri Frattini facevano grande affidamento sul cambio al vertice politico brasiliano, dove proprio ieri si è svolta la cerimonia di avvicendamento tra il presidente eletto, la signora Roussef (prima donna a diventare presidente del Brasile) e il presidente-operario uscente Lula.
Il nuovo presidente brasiliano Roussef non si è ancora pronunciata sulla decisione del suo predecessore Lula, ma il nuvo ministro della Giustizia, José Cardozo, ha detto : ” Gli italiani sono nostri fratelli, ma la mancata concessione dell’estradizione di Cesare Battisti è stata una scelta sovrana, che non può essere contestata dal punto di vista giuridico.” Insomma, a giudicare dalle prime dichiarazioni dei massimi esponenti del governo brasiliano non sembrano intravedersi retromarce in merito alla decisione sull’estradizione negata di Battisti.
A rincarare la dose è intervenuto il primo ministro portoghese, José Socrates, mentre si trovava in Brasile per partecipare alla cerimonia d’insediamento della neopresidente Roussef. Il Premier del Portogallo ha dichiarato: “Escludo che il caso Battisti possa avere ripercussioni su una relazione così solida come quella tra l’Unione Europea e il Brasile. Con il grande Paese sudamericano esiste un rapporto strategico iniziato nel 2007 e non credo che verrà influenzato dalla decisione su Battisti”
L’unica speranza per l’italia si ripone nella prossima seduta della Corte Suprema di Brasilia, che si riunirà non prima della fine del febbraio prossimo, ma le speranze italiane si fanno sempre più flebili, anche perché la maggioranza che portò alla decisione, non operativa, di riconsegnare Battisti all’Italia, oggi non c’è più. La nuova maggioranza, nonostante l’eventuale ostruzionismo del presidente Peluso, non farà altro che suggellare la decisione di Lula e disporre la scarcerazione di Battisti. Altra realtà che avalla l’ipotesi appena scritta è che il neo presidente Roussef non sembra intenzionata a bocciare la decisione di Lula … è stato proprio Lula e indicarla agli elettori brasiliani come suo successore alla presidenza e l’ha sostenuta con grande vigore in tutta la campagna elettorale!
Anche molti autorevolissimi e stimati giuristi italiani sono scettici a che Battisti possa essere estradato in Italia dal nuovo governo brasiliano e affermano che non servirà di fatto a nulla ricorrere all’Alta Corte del Brasile, in quanto quel tribunale supremo lasciò l’ultima parola al presidente Lula … e così stato. L’unico organismo internazionale che potrebbe risolvere la questione, senza far perdere la faccia a Italia e Brasile, è l’Onu – Tribunale Onu dell’Aya – che potrebbe dar vita ad una Commissione di Conciliazione, come già istuita in passato per il Libano, la ex Jugoslavia, e alla disputa sulla fascia di Aouzu, appartenente al Ciad, occupata illegalmente dalla Libia … che dovette ritirarsi
In finale, ci vorranno mesi, se non anni, per veder risolto il contenzioso internazionale tra Italia e Brasile!
Lucio Vecchiotti / gossipenews.it

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