
Soter Mulè ai domiciliari, nessuna volontarietà per la morte di Paola Caputo: gioco erotico finito in tragedia a Roma
Roma, gioco erotico finito in tragedia: ingegnere Soter Mulè ai domiciliari. Le ultime notizie sul terribile episodio di Roma che ha visto la morte di una studentessa leccese, Paola Caputo, confermano la versione del professionista. Il Gip di Roma ha concesso a Mulè gli arresti domiciliari. Nell’interrogatorio a Regina Coeli, durato oltre quattro ore, l’indagato ha risposto con puntualità e senza tentennamenti a tutte le domande poste dai magistrati. La morte di Paola Caputo è solo una fatalità, confermano i legali difensivi dell’ingegnere.
A pensarla cosi’, secondo le ultime notizie, è anche il Gip di Roma che ha concesso gli arresti domiciliari a Mulè, escludendo, di fatto, la volontarietà. L’accusa, quindi, è derubricata: da omicidio preterintenzionale omicidio colposo. Soter, durante l’interrogatorio, ha richiesto più volte di conoscere le condizioni di salute dell’amica della ragazza morta, Federica, ricoverata in gravi condizioni ma non in pericolo di vita.
Mulè, secondo le ultime notizie, avrebbe solo dovuto assistere al gioco erotico, che non si trattava di bondage o shibari – che pure prevede l’uso di corde, ma non certo quello dello strangolamento -, ma del ben più pericoloso breath play, ovvero una specie di soffocamento controllato. Le due ragazze, legate fra loro, avrebbero dovuto svolgere una pratica erotica estrema che già in passato avevano compiuto più volte. Un semplice gioco si è trasformato, purtroppo, in una tragedia “infinita”. Mulè sembra provato, senza parole. Nessuna colpa, probabilmente, per l’ingegnere. La sua vita, tuttavia, è distrutta. Come quella, purtroppo, della giovane studentessa leccese Paola e della sua famiglia.



