Seguendo il motto “Don’t be Evil” Google si mostra disponibile verso il resto del mondo e sta sperimenta una nuova piattaforma, insieme al Washington Post e al New York Times, con lo scopo di ridisegnare l’aggregatore delle notizie in rete. E’ ancora calda la polemica con Rupert Murdoch prima e Carlo De Benedetti dopo, che accusarono Google, il suo aggregatore di news, di essere un parassita che “ruba” le news scritte dagli organi di informazione online per mettere insieme, a costo zero, un servizio che gli fa raggranellare un sacco di dollari in pubblicità.
Google non volendosi inimicare il mondo dell’informazione p corso ai ripari ed ha sviluppato una nuova piattaforma interamente open-source, quindi tutti i programmatori possono metterci le mani per migliorarla e adattarla al proprio busisness e alle proprie esigenze.
Ma come funziona Living Stories? è uno strumento che dà la possibilità, a chi è interessato a una notizia, di seguirne tutti gli sviluppi in tempo quasi reale, e potendo contare sulla straordinaria capacità interattiva garantita dalla Rete.
Se ad esempio si volessero conoscere i futuri sviluppi della storia d’amore tra Brad Pitt e Angelina Jolie, tanto chiacchierata, sarà sufficiente impostare i parametri di Living Stories su questo argomento e si avranno in tempo reale tutti gli aggiornamenti, i rimandi e gli approfondimenti su questa tormantata storia d’amore … e ogni utente può scegliere di seguire a suo modo, secondo i suoi interessi, la medesima storia.
Google, con Living Stories cerca di andare incontro agli editori e gli dice: eccovi lo strumento che abbiamo realizzato per voi. E adesso collaborate con noi per farlo diventare grande, e conferire all’informazione online un trend più equo, più rispettoso di tutti e soprattutto più in linea con le aspettative degli utenti della rete.
Lucio Vecchiotti / redcarpet.arbaka.com




