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ILARY BLASI MI VERGOGNO DI QUELLE FOTO

Cosi si confessa Ilary blasi a Vanity Fair...errori di gioventù


«Avevo da poco compiuto 18 anni. Ero reduce da Miss Italia e volevo sfruttare il momento. Mi proposero di posare a Lampedusa, dissi sì senza pensarci, non ci vedevo nulla di male». Ilary Blasi racconta così a Vanity Fair – che le dedica la copertina in edicola il 27 luglio – un suo vecchio servizio fotografico vagamente “scottante”, che il settimanale di Condé Nast ha acquistato e deciso di pubblicare, non prima però di aver avvisato la showgirl, che ha sorpreso la redazione dando il suo assenso: «Va bene, usatelo. Però usatelo per raccontare alle ragazze che tutte possiamo fare una cazzata, ma non sempre c’è il lieto fine.»





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Si pentì subito di avere accettato di fare quelle foto? «No. In quel momento mi interessavano i soldi, e mi pagavano bene. Mi sembrava una buona occasione per comprarmi la macchina. Invece, col senno di poi, era una fregatura che a distanza può anche fare male». Perché? «Usate in un altro contesto, e con malizia, immagini come quelle possono essere dannose. A 18 anni sei una ragazzina e c’è il desiderio di sentirsi attraenti, desiderate. Basta dare un’occhiata ai profili di Facebook: quante sono quelle che postano immagini provocanti, e non per questo cercano avventure particolari? Ma è in quel momento che si deve fare attenzione a non esagerare. La seduzione è un’arma che bisogna imparare presto a manovrare con cura, perché c’è sempre il pericolo di lanciare un messaggio ambiguo.» Riguardandosi oggi, che cosa prova? «Mi vergogno. Certo, ritirare fuori immagini vecchie di 12 anni non è un gran bel gesto, ma non ce l’ho con il fotografo, devo solo prendermela con me stessa: non avrei dovuto cedere al richiamo del denaro facile. D’istinto una vorrebbe cancellare le cazzate che ha fatto da ragazza, invece è più giusto ricordarsi delle proprie debolezze: aiuta a crescere». Mentre era in vacanza a Formentera, approfittando di una finestra aperta sulla sua camera d’albergo, l’hanno fotografata seminuda, e quegli scatti sono finiti in copertina. Che effetto le ha fatto? «Sono rimasta male: quella è violenza. Spogliarmi per un servizio fotografico può non essere un problema, ma è un mio diritto scegliere se, quando e per chi. Ma questa volta mi è stata tolta la possibilità di mostrarmi con il decoro che adotto sempre in pubblico. Ero inconsapevole di quello che stava accadendo e non potevo difendermi: lo trovo grave, un colpo basso, e ci deve essere un limite.» Anche suo marito era nelle foto, in mutande: lui come ha reagito? «È rimasto basito. Ma, sa com’è, per gli uomini è diverso: a lui può capitare di rimanere in mutande anche allo stadio». Parlando di stadio: ultimamente, dalla Roma, a Totti hanno dato del pigro. Che ne pensa? «Dico solo che se Francesco non fosse uno stakanovista, si sarebbe ritirato da tempo tra allori e onori, chiudendo un ciclo unico. Non mi sembra che gli manchi nulla per vivere bene, ma lui sogna sempre un traguardo in più per i tifosi. Pigro? Suona proprio come un insulto».






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