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Italia, paese dell’illegalità. Italiani primi al mondo per furti Web!



L’industria dell’illegalità in Italia è l’unico settore “economico” che segna una crescita a due cifre l’anno. La ragione principale è forse data in primo luogo dal diffusissimo senso di impunità - in quanto il governo Berlusconi, di antica mentalità, non è mai stato capace, negli ultimi 8 anni che è stato e sta al governo, magari perché ottuso e quindi non comprende il fenomeno internet e lo considera distante dai suoi interessi-doveri, di varare delle misure atte a contrastare il fenomeno. Purtroppo il governo è troppo preso a coprire le “super cavolate di Berlusconi” stesso - , e inoltrei dalla furba consapevolezza che è più agevole rubare che comprare, così come è più facile e immediato accedere ai contenuti di proprio interesse, e non mancano ragioni di ordine economico e culturale, specie per i giovani: la scarsa disponibilità economica, la disoccupazione, l’assenza di competitività tra rivenditori qualificati in molte  zone del Paese, la diseducazione sempre più generalizzata che vuole la “furberia” quale “valore aggiunto” per soddisfarenell’immediato le proprie esigenze ludiche e culturali, ma anche tecnologiche, visto che è in continuo aumento anche il furto di software, video-game etc. E non parliamo dei furti di identità, del pishing, del furto dati carte di credito e conti bancari e postali online, dei numerosissimi virus informatici …





Internet è oggi una realtà consolidata con la quale tutti devono fare i conti e tutti sono in qualche modo costretti ad accedervi … e lo sarà ancora di più nei prossimi cinque anni, e ciò vuol dire che se non si prendono provvedimenti immediati, atti solo a contrastare l’illegalità, senza dar vita a censure e proibizionismi di alcun genere – il proibire non fa altro che acuire il fenomeno dell’illegalità -  che non servirebbero a nulla in quanto l’evoluzione tecnologica viaggia alla velocità della luce e gli hacker ne sanno una più del diavolo, quindi la strada del “proibire” sarebbe una battaglia  persa in partenza.   

Oggi il 76% circa degli italiani naviga in rete: chi lo fa abitualmente e chi, in modo minore, lo fa solo saltuariamente, ma la percentuale è comunque rilevante e dovrebbe destare il sano interesse di tutti. E’ comunque, come già detto,  non può essere nella censura la soluzione.  

Il bello del download illegale, o pirateria che dir si voglia, è la sua estrema praticità e semplicità: basta starsene a casa al calduccio davanti al PC e con un paio di click ti ritrovi l’opera preferita salvata in una cartella del tuo PC … più semplice di così si muore … e l’eventualità che qualcuno venga perseguito per il “furto” commesso è pari allo 0,5%!!! 

Il dato che dovrebbe far balzare tutti sulla sedia, politici in testa, è che l’industria creativa – cinema, musica, editoria etc. – denuncia una perdita clamorosa pari a 19.000.000.000 di euro. Qualcuno potrebbe pensare “chissene frega, loro sono ricchi e noi non abbiamo un euro, quindi…” , chiaro come questo sia un pensiero troppo semplicistico. Una perdita così consistente equivale – tra le conseguenze – a perdita di posti di lavoro, perdita di liquidità circolante, ulteriore riduzione dei consumi … il tutto ci porta a una crisi sempre più stagnante. Alla base dell’economia di uno Stato moderno ed economicamente avanzato deve esserci la circolazione emersa dei capitali, liquidità circolante, e l’illegalità impedisce che ciò avvenga, ovvero in presenza di diffusa illegalità i capitali circolano ugualmente, ma solo in underground, ovverso: ci sono ma non creano ricchezza economica per il Paese: il Fisco non incassa il dovuto, il denaro non passa di mano in mano alla luce del sole, ma resta nella mani di pochi, che guarda caso sono sempre evasori o elusori fiscali …  le mafie, che pur incassano miliardi ogni anno, non pagano certo le tasse … pensate quanti soldi incasserebbe il fisco se le mafie pagassero le tasse e pensate su quanti servizi in più, e di maggior qualità,  potremmo godere noi cittadini, ma non solo: molti servizi statali e locali ci costerebbero molto meno.  Certo, questo è un discorso totalmente utopico. Folle aspettarsi che le mafie paghino le tasse, altrimenti che mafie sarebbero!?

Anche questo è un amaro risvolto della diffusa illegalità italiana. Lasciamo stare le tasse non pagate dalle mafie, che nessuno sa e può quantificare con un basso margine di errore, ma il mancato incasso da parte dello Stato, per il diffuso  downloading illegale è di circa 500.000.000 di euro l’anno … pesante quante belle cose si potrebbero fare con questa cifra e magari proprio per i giovani e i più bisognosi … se pensiamo a questo, la diffusa illegalità ci sarà di certo un po più antipatica e meno accattivante …

Ma chi sono questi pirati e da dove vengono? – qui lasciamo da parte i criminali, parliamo solo di cittadini comuni … Ebbene, il 48% è composto da giovani tra i 15 e i 34 anni. Il 26% è composto da adulti tra i 35 e i 44 anni. Il 52% del totale lavora e il 48% non lavora - qui torniamo a quanto detto sopra in merito alle giustificazioni, tra le quali la disoccupazione, specie al centro-sud -. Da dove vengono i pirati del web? : il 57% dal Centro-Sud e il 43% dal Nord … altro dato molto interessante, e che deve far riflettere, è che il 55% dei pirati internet ha un diploma di scuola media superiore … (dati pubblicati da La Repubblica del 26/1/11)

La cosa “divertente” in tutto ciò è che ci sono leggi … giustissime e sacrosante … che agevolano l’illegalità e parlo  della severa legge sulla Privacy. Si può tranquillamente affermare che questa legge favorisce, in parte, l’impunità in quasi tutti i casi di download illegali. 

Il grosso problema è mettere in campo dei provvedimenti che non confliggano con altri diritti dei cittadini e non sarà facile mettere d’accordo tutte le forze politiche e il mondo dell’impresa culturale e dell’intrattenimento per arrivare ad una giusta sintesi. Ma proprio le imprese culturali possono iniziare a fare qualcosa di sostanziale con l’incremento dell’offerta culturale, con il relativo innalzamento della qualità, ma senza giocare (speculare) sui prezzi: ad esempio in Internet per pubblicare un album, un film o un’opera letteraria basta un niente e si azzerano le spese e i passaggi di distribuzione, ciò significa ridurre all’osso l’intera filiera con conseguente riduzione dei costi generali … quindi l’opera potrebbe costare il 50% in meno, ma molti furbetti fanno finta di nulla … e il download illegale prolifera incontrastato!

Lucio Vecchiotti / gossipenews.it

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