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Juventus – iniziata la caccia al sostituto di Ferrara



Continua insensata la dirigenza Juve in un silenzio che pesa come un macigno sullla tifoseria sconcertata da un simile  comportamento  …. come se le responsabilità fossero altrove, di qualcun’altro, e non all’interno del grupppo dirigente più estraneo al mondo del calcio che si sia mai visto … Blanc, Secco, Elkann nulla sanno di calcio e si ritrovano a dirigire una delle società più gloriose e antiche del pianeta … e proprio loro hanno fatto fuori via-via gente come Tardelli, Bettega, Boniperti, Chiusano … gente che aveva dimestichezza con il mondo del calcio … allontanato un allenatore capace ed esperto come Claudio Ranieri (autore e gestore del nuovo miracolo Roma) … per affidare poi la squadra a un pivello, seppur di rango, come Ciro Ferrara … che il massimo che ha fatto in carriera, oltre che giocare, è il fare da secondo a Marcello Lippi … pochino per affidargli una squadra come al Juve, che ha bisogno di gente come Capello, Trapattoni, Sacchi, Lippi, Ancelotti, Mourino …. gente che sappia gestire gli uomini prima ancora dei calciatori e non un amico dei calciotori stesssi … l’amicizia nello spogliatoio non funziona … lì ognuno deve avere un ruolo netto e ben preciso … c’è che comanda e detta le regole e chi le mette in pratica e deve esserci sempre una chiara e netta distizione tra i diversi ruoli gerarchici … altrimenti viene fuori solo una gran confusione …. esattamente ciò che è accaduto alla Juventus … una squadra in totale confusione!





Da esonerato in pectore, Ciro Ferrara ha pilotato ieri mattina a Vinovo l’allenamento della Juve, calato in un clima vagamente surreale. Sbriciolato nell’animo ma non rassegnato lui, disorientata la squadra, a dir poco. Il destino ha ormai imboccato il Sunset Boulevard. Non è più questione di se, ma di quando: in settimana. E se pure arriverà a San Siro, giovedì in Coppa Italia, non vorrà dire fiducia:solo ritardo nel reperimento di un sostituto a lunga scandenza.

Il licenziamento per giustificato motivo, deciso ma non ancora comunicato, s’è reso obbligatorio per mancanza di risultati, l’unica cosa che conta. Da settimane, si sono smarriti, e quello con la Roma, seppure il meno scandaloso, è solo l’ultimo passo di una discesa agli inferi: ottava sconfitta nelle ultime undici partite, terza filata in casa. E una classifica che sta scivolando sempre più in fretta: Juve sesta, sul pianerottolo dell’Europa League, altro che Champions o scudetto. Per i soldi investiti in estate, sibilano da casa Juve, un’eresia. «Non lascio la nave che affonda», ha ribadito Ferrara: lo faranno scendere, per non andare a picco.

Da ieri notte, così, si cerca di assumere un nuovo comandante, missione complicata a questo punto della stagione. Di questo, e del campionario dei sostituti, Jean-Claude Blanc e Roberto Bettega, presidente e vicedirettore generale, hanno parlato ieri sera a cena, con John Elkann. Due le rotte possibili, presentate al presidente di Exor, azionista di maggioranza del club: dare l’incarico a un tecnico capace di portare l’imbarcazione a destinazione senza ulteriori naufragi, che è poi la qualificazione alla Champions; o affidarsi a un allenatore in grado di guidare un nuovo corso.

Quelli che piacevano in estate non sono prendibili, altri nomi da sogno già comandano bastimenti nemici. Volendo trovare un rifugio part-time, il nome che più offre certezze è quello di Giovanni Trapattoni: storia juventina, carisma e polso. Forse superabile il suo accordo con la federazione irlandese, difficilmente i dubbi del Trap. Si pensa anche a Dino Zoff, che ha cromosomi bianconeri, ma declinerebbe: «Se mi chiamassero, direi di no». I quattro anni d’assenza da una panchina, hanno annidato incertezze in chi lo dovrebbe scegliere. Sul menù dei candidati, o auto-candidati, ci Claudio Gentile, Gianluca Vialli, che però fa altro mestiere da anni ed è escluso dalla proprietà, e Michael Laudrup, reduce da un esonero (dallo Spartak Mosca). C’è pure Alberto Zaccheroni, esperienze d’alta quota e scomodi fallimenti.

Candidati più «credibili», se si rischia l’elezione di un tecnico da tenere pure per gli anni che verranno. Il migliore, per capacità, esperienza e trofei razziati resta Guus Hiddink. Come pure rimane una (superabile) controindicazione il costo: per il suo ingaggio, e per lo stanziamento di fondi che richiederebbe sul mercato. Nel panorama internazionale vagano senza impiego anche Marco Van Basten, che però non sembra entusiasmare la dirigenza, e Luiz Felipe Scolari: conosce il calcio, ha vinto un mondiale, ma ha toppato di brutto la chance con il Chelsea. Dove, in parte, rimediò proprio Hiddink. Questi i nomi, anche se la Juve sta scandagliando l’elenco, ridotto, di chi una panchina non ce l’ha. E che non sarà più di Ciro, è l’unica cosa certa. Anche se pure nella nottataccia della Roma, Jean-Claude Blanc ha tentato l’ultima salvataggio di Ferrara, nella riunione con Bettega e il direttore sportivo Alessio Secco. Fino alla resa: con questi risultati, è un allenatore indifendibile. / La Stampa

LV / redcarpet.arbaka.com

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