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L’Africa torna a colpire il cuore del cinema italiano con Favino, Accorsi e Vittoria Puccini



Il cinema italiano non ha davvero mai negato il fascino del Continente Nero, del cuore dell’Africa dove grande parte della commedia italiana ha mietuto mirabili successi. Non si tratta di film di ispirazione neoromantica come “La mia Africa” con Meryl Streep e Robert Redford innamorati sullo sfondo di rinoceronti ed elefanti – un’interpretazione significativa, se vogliamo, ma molto lonatana dalla realtà del Continente africano. Tutt’altro: perchè quando il grande cinema italiano approda in Africa lo fa con un sorriso malinconico e beffardo, a voler sempre esprimere una critica che è momento di riflessione globale.





Favino e Accorsi nel nuovo film di Lucio Pellegrino

Favino e Accorsi nel nuovo film di Lucio Pellegrino

Non parliamo degli innumerevoli cinepanettoni che da un pò di tempo a questa parte si stanno spostando in alcune delle località più belle ed esotiche degli ultimi tempi, quanto piuttosto di film del calibro di “Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso…” di Ettore Scola, con Alberto Sordi che va alla ricerca del cognato, interpretato da Nino Manfredi, che ha deciso di andare via e di allontanarsi dall’illusione della favola bella della vita moderna, una parabola dei tempi nostri, insomma. Non parliamo neppure dei più romantici attuali come “Il tè nel deserto”.

Il 4 marzo uscirà nelle sale italiane il nuovo film di Lucio Pellegrini “Vita facile”, un triangolo sì d’amore con Pierfrancesco Favino, Stefano Accorsi e Vittoria Puccini, ma pure una finestra attuale, uno sguardo impietoso sulla realtà di quei Paesi. “Volevamo dare alla storia il sapore del viaggio che fa emergere, come un nervo scoperto, il lato emozionale dei personaggi, l’Africa, in questo senso, è un grande acceleratore”.

Insomma, ancora Africa ma come porta su nuovi scenari, senza chiudere gli occhi davanti ad una realtà scomoda ai più. L’Africa come luogo e momento per riscoprire sè stessi, non nel senso positivo, ma nell’accezione di quello che siamo davvero senza pietose bugie. Favino e Accorsi interpretano, infatti, due amici che hanno amato la stessa donna e che per questo hanno litigato. In Africa ci sono andati, sì, ma non per spirito umanitario: il primo è un medico truffatore, finito al centro di uno scandalo che lo ha portato sulle prime pagine dei giornali italiani, il secondo è un medico dedito e attento, fuggito in Africa per sanare la ferita dell’amore perduto. Un film da guardare con la certezza di riscopre la coscienza.

Elena Arzillo






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