Abdel Fatah Younns, ex ministro degli interni libico, ha dichiarato quanto segue alla tivù araba Al Jazira: ”Solo Tripoli e un pugno di altre città sono nelle mani di Gheddafi. Per questo invito il popolo libico a non tornare indietro ad andare avanti con la rivolta”.
Oggi a Tripoli regna una calama surreale. Molti sono in attesa delle decisioni dell’ONU su possibili sanzioni alla Libia. Ieri il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha firmato la norma per infliggere sanzioni nei confronti di Gheddafi e dei suoi. Il dittatore sanguinario intende resistere fino alla morte – come già detto nei giorni scorsi -, mantre il figlio Saif ha aperto al dialogo.
Dopo tanto, anche Berlusconi, che tutto è meno che un politico di razza, ha parlato sulla terribile strage libica: ”Non possiamo restare spettatori, né la Ue né noi. Esiste la possibilità che in Nord Africa si apra una stagione di nuovi governi democratici, ma attenti ai fondamentalisti. Si prevede una emergenza umanitaria con lo sbarco di decine di migliaia di persone in Italia. Sembra che Gheddafi non controlli più la situazione in Libia.
Certo, begli amici che si sceglie Berlusconi!?
Il presidente della Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai), Foad Aodi dice che: “In base alle informazioni che raccogliamo dalle nostre fonti a Tripoli, Gheddafi controlla ormai solo la zona intorno alla sua residenza-caserma di Bab Al-Azizia. Ci sono ancora segnalazioni di spari in città da parte delle milizie vicino al colonnello”.
Ancora difficoltà per il rimpatrio dei nostri connazionali presenti in Libia. Dai palazzi della politica italina si apprende che il trattato bilaterale Italia-Libia non ha più alcun valore. A dirlo è stato il ministro della difesa Ignazio La Russa.
E questa sì che è una buona e saggia notizia!
Lucio Vecchiotti / gossipenews.it

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sì che è una buona e saggia notizia!
Lucio Vecchiotti / gossipenews.it



