Usa, Londa e Parigi all’unisono: ve ne pentirete. Il dittatore libico Gheddafi sfida il resto del mondo, ma il resto del mondo non sta più a guardare e potrebbe decidere di attaccare oggi stesso i punti nevralgici della Libia: aeroporti, bunker in cui si nasconde Gheddafi, porti, strade di accesso a Bengasi e altri luoghi ritenuti strategici da Nato, Usa e Lega Araba.
Intanto a Parigi si sta svolgendo l’importante vertice tra la Ue, gli Usa, l’Unione africana e la Lega araba per definire il dispositivo militare per lanciare l’operazione aerea. Già da ieri il mediterraneo pullula di portaerei, navi rifornimento, golette e vedette. Nelle basi italiane e spagnole si stanno sistemanto le forze dell’allenza. Tutto sembra essere pronto per sferrare il primo attacco la rai impazzito.
Gheddafi non smette di fare lo spaccone e continua a minacciare l’occidente. Rivolto in particolare alla Francia e all’Inghilterra il rais ha detto: ”Rimpiangerete ogni ingerenza”. Non pago, ha poi scitto al presidente degli Stati Uniti Barack Obama, al quale manda a dire: ”Il popolo libico è pronto a morire per me”.
Il nostro ministro della difesa, la Russa, ha detto che l’Italia non si limiterà a consegnare le chiavi delle basi agli alleati, ma parteciperà attivamnete alle operazioni militari. Il timore del governo, e soprattutto di Berlusconi, è quello di essere lasciati in secondo piano nel dopo Gheddafi. berlusconi teme soprattutto la ferma audacia della Francia, alla quale sono giunti i ringraziamenti dei ribelli per il grande impegno profuso in loro favore … I libici di Bengasi sono talmente grati alla Francia da far sventolare in tutta Bengasi le bandire dell’amica Francia.
Ed è proprio di questa salda amicizia che Berlusconi ha più paura. Ma la sua paura non è politica e/o umanitaria, ma puramente affaristica. B. teme di perdere tutti i contratti … forse anche suoi personali … gas, petrolio, armamenti (l’Italia ha venduto quantità industriali di armi alla Libia nel solo 2010) e di vedere saltare in aria tutti gli accordi presi con l’amico Gheddafi. Berlusconi teme che il dopo Gheddafi possa essere gestito dalla Francia, in primo luogo, vista la stima che nutrono i ribelli nei suoi confronti, e dall’Inghilterra … le due nazioni che hanno spinto di più per l’attacco militare.
Il presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, va assumendo sempre più il ruolo di simbolo dalla nuova Italia, quella che si è riscoperta patriota nella ricorrenza dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Nuova Italia che ha fischaito senza pietà Berlusconi ed ha contestato duramente gli esponenti della Lega nel suo stesso nord. mentre Napolitano riceveva accoglienze trionfali, Berlusconi veniva sonoramente fischiato.
In questo momento a Bengasi si combatte. Un caccia dei ribelli è stato abbattuto in volo dalle forze fedeli al dittatore sanguinario. Stamattina ci sono stati almeno otto morti. Il capo dei ribelli di Bengasi ha fatto un appello all’occidente: “La comunità internazionale intervenga al più presto per evitare la catastrofe”.
Lucio Vecchiotti / www.arbaka.com/talenti
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