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Mediatrade – nuove accuse a Berlusconi e ai dirigenti Mediaset



ROMA (23 gennaio) – Uso politico della giustizia contro il premier. La giustizia faccia il suo corso nei confronti di Berlusconi come per ogni altro cittadino. Pdl e Pd accendono il dibattito sulla chiusura dell’indagine Mediatrade-Rti che potrebbe preludere ad una richiesta di rinvio a giudizio, con rischio di un nuovo processo, per Silvio Berlusconi. Un rischio che il presidente non può e non vuole permettersi … non adesso almeno, visto che qualora venisse rinviato a giudizio non potrà affidarsi al così detto processo breve per liberarsene …. dato che questa nuova inchiesta non potrà rientrare nel famoso lenzuolo della “fase transitoria” … ovvero che concede i poteri di retroattività alla nuova legge…. cmq ancora da approvare definitivamente dal Parlamento…. con l’apposizione successiva della firma del presidente della repubblica necessaria alla sua divulgazione e applicazione effettiva.





Il premier è indagato con il figlio Pier Silvio, Fedele Confalonieri, il produttore americano Frank Agrama e ad altre otto persone per presunte irregolarità sulla compravendita dei diritti tv per creare fondi neri.

Il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto parla di uso politico della giustizia. «Come volevasi dimostrare – ha detto – se c’era qualcuno che ancora negava l’evidenza, e dubitava dell’esistenza di un nucleo giudiziario-politico-editoriale che fa dell’uso politico della giustizia la sua arma essenziale contro Berlusconi, purtroppo, ha avuto una risposta inconfutabile con l’iniziativa giudiziaria a pochi giorni dall’inizio della campagna elettorale».

Capezzone: c’è elezione, arriva l’inchiesta. «Da troppo tempo, ci stiamo tutti mitridatizzando – afferma Daniele Capezzone, portavoce del Pdl – ci stiamo abituando a dosi crescenti di veleno, finendo per considerare normale quello che normale non è in nessun Paese dell’Occidente avanzato: e cioè il deflagrare di una bomba giudiziaria all’apertura di ogni campagna elettorale. Il bersaglio? Il solito: Silvio Berlusconi. I beneficiari politici? I soliti: i suoi avversari e i gruppi editoriali specializzati nell’aggressione contro il Premier». «Ma se qualcuno pensa che questo possa intimidire il Governo e la maggioranza, si sbaglia di grosso: anzi, questa tempistica è l’ennesima conferma di quanto sia necessaria una profonda riforma liberale della giustizia italiana: ed è questo uno degli obiettivi irrinunciabili dell’attuale legislatura».

Palazzo Chigi ha diffuso una nota contro, si legge, «il malcostume di alcuni quotidiani dell’attribuire al Presidente del Consiglio frasi tra virgolette mai pronunciate sul caso Mediatrade».

Bersani: giustizia come per ogni altro cittadino. «Voglio credere che la giustizia sarà in condizione, come avverrebbe per ogni altro cittadino, di accertare la verità su fatti così gravi» commenta il segretario nazionale del Pd, Pier Luigi Bersani, in Trentino per chiudere la Festa nazionale sulla neve del partito, ha commentato la notizia di una nuova inchiesta che vede coinvolto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. «Voglio credere – ha aggiunto Bersani – che mentre succede questo e la giustizia fa il suo mestiere noi si possa parlare anche dei problemi di questo Paese».

«Sarebbe curioso, ma io non la metto in termini di voti» ha risposto Bersani all’ipotesi che l’inchiesta possa favorire Berlusconi e il Pdl alle regionali. «Qui è un problema di civiltà – ha proseguito Bersani – cioè se la giustizia può fare la sua parte. Questo è il punto. E adesso – ha chiuso Bersani a proposito delle elezioni alle porte – ci pensano i cittadini».

LV / redcarpet.arbaka.com

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