Per tre mesi Salvatore Parolisi è passato da una caserma all’altra, da quella dove lavorava fino a qualche giorno fa prima dell’arresto dove faceva l’istruttore di reclute, a quella dei carabinieri, che gli sono stati letteralmente addosso per sapere una verità che, stando alle accuse, non avrebbe detto nella sua pienezza ed interezza. Ieri, nell’interrogatorio di garanzia, il marito della Povera Melania Rea è tornato ad avvalersi, nuovamente, della facoltà di non rispondere.

Melania Rea, Sarah Scazzi e Yara Gambirasio ultime notizie aggiornate
Le dichiarazioni dei mesi scorsi di Parolisi sono sembrate essere frammentarie, non veritiere. Ed il tutto mentre era in atto una vera e propria escalation: Salvatore Parolisi, infatti, da indiziato è passato ad iscritto nel registro degli indagati, così come ora è arrestato, in custodia cautelare. Il Gip, dopo averci pensato per qualche giorno, infatti, ha dato l’ok alla richiesta di arresto avanzata dalla Procura di Ascoli Piceno. In attesa del processo, e salvo nuovi e clamorosi colpi di scena, quindi, Salvatore Parolisi è finito in cella per omicidio volontario, aggravato altresì dai vincoli di parentela, da crudeltà, e da vilipendio di cadavere. Trattasi di reati gravissimi, che possono anche portare all’ergastolo, ma bisognerà vedere se la giustizia emetterà una sentenza sfavorevole a marito di Melania Rea.
Per quanto riguarda il caso Sarah Scazzi, invece, continuano a non esserci particolari rilevanti a parte il fatto che nessuno vuole essere l’avvocato di Michele Misseri, accusato solo per occultamento di cadavere. Invece per quanto riguarda il caso di Yara Gambirasio, sembra esserci una nuova pista che porterebbe in Puglia; nei giorni della scomparsa di Yara sono stati agganciati alle celle telefoniche di Brembate i numeri telefonici di otto persone del Salento; ora bisognerà vedere se, quello che sembra essere un tentativo disperato per dare una svolta alle indagini, questa nuova potenziale pista possa portare a qualcosa di concreto.
Per “GossipNews” Lucia G.
Via: Corriere.it



