Continuano le indagini, senza un attimo di sosta, sul caso dell’assassinio di Melania Rea. Si conosce l’assassino – Salvatore Parolisi - ma le indagini proseguono comunque: si ha intenzione di scoprire cose ancora oscure. Salvatore resta in carcere e la sua famiglia, invece, viene interrogata dai Pm di Ascoli Piceno: si badi beni che nessuno di questi è sospettato di essere un complice di Parolisi, vengono interrogati come semplici testimoni.

Salvatore Parolisi e sua sorella Francesca
A parlare è stato il padre, il fratello Rocco e la sorella Francesca. Francesca è sempre stata la grande confidente di Salvatore, si raccontavano di tutto, e dalle loro conversazioni sono saltate frasi-chiave come: “Peccato che a rimetterci è stato Melania“; oppure: “Saltano fuori altri clienti… dalla caserma sono uscite cose brutte.” Parole prese in grande considerazione dagli inquirenti. L’ultima frase ci può portare a supporre che forse il movente che avrebbe spinto Parolisi ad uccidere sua moglie sia stato proprio quello legato ai segreti della caserma: Melania avrebbe scoperto qualcosa che non doveva.
Però ora si segue la linea del movente di tipo economico, e finché non emergerà qualcosa che farà cambiare d’improvviso rotta, non si potrà pensare ad un’altra motivazione: Salvatore ha ucciso sua moglie per evitare il divorzio, e i conseguenti assegni onerosissimi da dare a lei.

Salvatore e Ludovica
P.C.



