Questa notizia dovrebbe farci riflettere un po tutti. Cosa porta un ragazzino di soli 12 anni ad accoltellare un quasi coetaneo, 14 anni, per una futile disputa nata durante lo svolgimento di una partita di calcetto tra coetanei in strada. Cosa c’è nell’animo di quel “bambino” per spingerlo a compiere un atto così drammatico … e perché un bambino di 12 anni si procura un coltello in seguito a un futile diverbio con un quasi coetaneo? Che significato sociale, morale e culturale si può dare ad un’evento così angosciante e pericoloso?
Per fortuna che il ragazzino ferito, che è stato subito soccorso e condotto in ospedale, non è in pericolo di vita. Il ragazzino, dicono i medici, è vigile, anche se la prognosi ancora non è stata sciolta. Egli ha un versamento ai polmoni ed è stato sottoposto a drenaggio per eliminare il liquido depositato.
Doveva essere solo una partita di calcio tra ragazzini … quindi la cosa più pacifica e divertente del mondo … e invece un semplice gioco si è trasformato in tragedia minorile. Ed è questo che deve allarmarci e convincere molta gente che è giunto il tempo di tornare a fare i genitori, nel senso di dover essere sempre più presenti e attenti! E non vuole essere una morale la mia, lungi da me una simile intenzione. La mia è solo una lettura della distanza che presumo esista oggi tra molti genitori e i loro figli.
Del drammatico gesto del 12enne aggressore, che avendo meno di 14 anni non è imputabile, è stato subito informato il tribunale dei Minorenni di Napoli. Secondo la ricostruzione della polizia, Gennaro (il ragazzino ferito) stava giocando in strada con alcuni amici, quando ha vuto a ridire con un avversario (il 12enne accoltellatore). Il 12enne si è allontanato per alcuni minuti e quando è tornato, con il coltello in tasca, ha ferito il 14enne.
Lucio Vecchiotti / gossipenews.it

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