La Foxconn,colosso taiwanese che costruisce in Cina dispositivi come iPhone e iPad della Apple, parti della PlayStation 3 della Sony, del Kindle di Amazon e che ha per clienti buona parte dei giganti dell’elettronica, da Dell a Nintendo, passando per Microsoft, Acer, Nokia, annuncia di voler incrementare il numero di automi (automa sarebbe un dispositivo che ha un compito ben preciso da svolgere praticamente un robot) nelle sue fabbriche.
Quindi in questa grossa azienda sono a rischio un milione e 200 mila posti di lavoro.L’obbiettivo della foxconn è quello di impiegare un milione di robot entro tre anni.I suoi dipendenti, un milione e duecentomila persone concentrate soprattutto nelle tredici fabbriche cinesi, potrebbero quindi perdere il lavoro a breve. Terry Gou, fondatore dell’azienda ed ora amministratore delegato ha dichiarato che dal prossimo anno gli atomi saranno passati da 10 mila a 300 mila.I robot costruiti fino ad oggi sono concentrati in Giappone, Stati Uniti, Corea del Sud, Cina, Germania e Italia, ne sono stati vendute 53 mila nel 2010, solo in Italia sono state vendute circa 2900 esemplari. Questi atomi vengono inpiegati principalmente per la merce a consumo tipo auto ed altro.In questa grossa fabbrica gia nel 2010 ci sono stati svariati suicidi e già allora come oggi era finita nei riflettori.Gia in quei tempi furono aperte delle indagini interne,per verificare la situazione sia lavorativa che non.
Secondo l’amministratore delegato della foxconn l’impiego di un milione di robot dovrebbe risolvere alla base il problema (ma di chi?),questo sempre dal suo punto di vista.Secondo alcune indiscrezioni altre aziende in Cina potrebbero avere lo stesso sviluppo,secondo il nostro punto di vista questa periodo industriale ha molte similitudini con quello della deindustrializzazione di Detroit.
Dopo aver scritto questo articolo vorrei porre all’attenzione di tutti i lettori che nel 2000 fino al 2008 circa ,nella città di Detroit detta motor city la popolazione dopo la deindustrializzazione era diminuita da due milioni degli anni Cinquanta ai 713 mila di oggi,figuriamoci in questo caso che i valori numerici sono molto più alti.



