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Nuovo Scandalo Sanità – ferri chirurgici altamente tossici



Pontoglio. C’è anche un ingegnere che vive a Pontoglio tra i tredici dipendenti della Bioster (azienda con sedi amministrative a Seriate e Trezzo D’Adda) arrestati dai carabinieri dei Nuclei anti sofisticazione (Nas) con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla truffa, alla frode nelle pubbliche forniture, all’adulterazione di alimenti e alla falsità materiale e ideologica.
QUESTO NUOVO «scandalo» sanitario consiste – secondo l’accusa- nella «falsa» sterilizzazione da sostanze altamente tossiche di ferri chirurgici che le Aziende sanitarie locali, soprattutto del Centro Italia, affidavano alla Bioster con la quale avevano in essere contratti di appalto. Ma la sterilizzazione di fatto non sarebbe stata eseguita o eseguita solo parzialmente, «saltando» una fase fondamentale per cancellare le tracce delle sostanze tossiche impiegate nella lavorazione. E nonostante ciò alle aziende ospedaliere – di Campania e Toscana, ad esempio -, l’operazione veniva fatturata tutta intera, e quindi anche pagata dalla Asl come se fosse stata eseguita a regola d’arte. Con l’effetto finale invece che agli ambulatori medici tornavano strumenti che avrebbero dovuto essere sterili ma che non lo erano completamente.
È QUESTO lo scenario emerso dalle indagini condotte dai Nas di Pescara, iniziate due anni fa, e che hanno toccato anche la nostra provincia.
Inizialmente esse avevano condotto al sequestro dello stabilimento pescarese di Popoli della spa, lo stabilimento dove dovevano avvenire quei processi di sterilizzazione che secondo l’accusa sarebbero invece stati omessi. Quel sequestro però era stato disposto per tutt’altro genere di illeciti: per la precisione la contestazione riguardava violazioni alle norme sulla tutela ambientale. È invece successivamente che la questione della frode alle Asl affiora, portata in evidenza dalle intercettazioni telefoniche che i carabinieri proseguirono anche dopo il sequestro dell’impianto. Finchè dai telefoni spiati non verrà fuori appunto il filone delle false sterilizzazioni.
Ossia: che la Bioster per sterilizzare faceva uso di ossido di etilene Eto, senza poi provvedere alla fase del degasaggio, fase necessaria per far scendere i valori di Eto al di sotto dei limiti consentiti dalla legge. Ma questa operazione la certificava e la metteva anche in conto alle aziende ospedaliere. Così come fatturava le analisi di laboratorio che sosteneva di eseguire su campioni di strumenti operatori, test che dovevano certificare una sterilizzazione solo dichiarata ma mai effettivamente eseguita. E illeciti del genere sarebbero stati accertati nell’ambito delle indagini coordinate dal gip pescarese Luca De Nittis anche in ordine ad alimenti secchi che sarebbero stati adulterati sterilizzandoli, anche quelli, con il tossico ossido di etilene.
TUTTO QUESTO sarebbe stato accertato attraverso le perquisizioni e il conseguente sequestro di materiale probatorio, oltre che attraverso le intercettazioni telefoniche. Elementi che secondo il pm Valentina D’Agostino e gli investigatori del Nas di Pescara sarebbero sufficienti ad incastrare i tredici dirigenti d’azienda contro i quali sono state spiccate le ordinanze di custodia cautelare personale degli arresti domiciliari.
TRA ESSI, come detto, anche un ingegnere, S. S. di 34 anni, che abita a Pontoglio, dove è stato arrestato (e si trova ora ai domiciliari) dai militari del Nas, con la collaborazione dei carabinieri della compagnia di Chiari. Oltre a lui sono finite in manette altre dodici persone, tutti dirigenti della Bioster. Sette ordinanze sono state eseguite in provincia di Bergamo.





LV / redcarpet.arbaka.com

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