I fotografi e le televisioni si dovranno accontentare di scatti e riprese all’ingresso e/o all’uscita dell’imputato eccellente e dei testimoni, sempre ammesso che accetteranno di mostrarsi in pubblico. E di eventuali dichiarazioni volanti rese all’esterno del tribunale di Milano.
A decidere in tal senso sono stati l’avvocato generale dello Stato Laura Bertolè Viale e il procuratore generale Manlio Minale, responsabili della sicurezza nel palazzo di giustizia di Milano. La stesso Bertolè ha revocato tutti i permessi già accordati a cineoperatori, fotografi e cameramen per entrare in tribunale il 6 aprile , giorno di inizio del processo per direttissima a Silvio Berlusconi, imputato per concussione e prostituzione minorile. Saranno consentite le registrazioni audio.
L’unico processo a Berlusconi, tra i tanti, in cui sono ammesse le telecamere è quello sui diritti tv di Mediaset … ma non è detto che nei prossimi giorni si adotti la stessa decisione presa per il proceso sul caso Ruby, la prosituta minorenne che avrebbe avuto rapporti sessuali con il vecchio Berlusconi.
La decisione mi lascia alquanto perplesso … le tivù e i fotografi no … e i giornalisti della carta stampata sì. Boh, non si tratta forse di discriminazione di maniera?
Lucio Vecchiotti / gossipenews.it

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