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Scuola, Università e Ricerca: 200.000 studenti in piazza contro la Gelmini …



e fioccano le occupazioni di licei e atenei in tutta Italia. Gli studenti sfilano arrabbiatissimi in tutte le città italiane, nessuna esclusa, contro la “sola” rifilata loro dal ministro Gelmini e dal premier Berlusconi, che pensa solo al bunga bunga e se frega della gente … specie di quella del futuro, ovvero gli studenti di oggi!
A Roma la scuola superiore e l’università sono nel caos più totale. Da diversi giorni è iniziata l’occupazione al liceo Manara di Monteverde, seguita subito da quella al Mamiani, al Virgilio e la Visconti. Occupazioni che si protrarrano fino al 27 novembre, giorno in cui è previsto il mega corteo della Cgil.





Oggi, 17 novembre, è la giornata mondiale per il diritto allo studio per l’Unione degli studenti e l’associazione universitaria Link. Sempre oggi sono previsti molti cortei di studenti in tutta la regione Lazio. A Roma si terranno due grandi manifestazioni di protesta: la prima, raduno in piazza della Repubblica, è organizzata dagli studenti dei licei; mentre la seconda, raduno a piazza Aldo Moro davanti alla Sapienza, è organizzata dagli studenti universitari. 

E i genitori degli alunni non staranno certo a guardare e proprio oggi terrano un’assemblea al Circolo Montessori, in via di Santa Maria Goretti, per sostenere la protesta degli studenti e per denunciare la gravissima situazione in cui versa la scuola pubblica italiana. Alla grande e partecipata assemblea partecipano genitori, insegnanti e personale non docente. Tra i punti più contestati che fanno imbestialire genitori, insegnanti e studenti ci sono i tagli indifferenziati agli Istituti e la drastica riduzione delle ore di sostegno e del personale Ata.

Mentre gli universitari manifestano non solo per i tagli lineari, ma anche e soprattutto per il taglio alle borse di ricerca. Gli studenti dicono che vi sono ben 150.000 i borsisti a rischio. Non ci sono fondi disponibili e in molti potrebbero abbandonare la ricerca lasciando al loro destino le facoltà italiane. E ciò sarebbe devastante per gli atenei italiani, che senza i ricercatori non riescono proprio a funzionare come dovrebbero!

Lucio Vecchiotti / gossipenews.it
Scuola Italiana in subbuglio

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