Si chiamano “Anonymous” e hanno deciso di mettere in ginocchio l’e-commerce per vendicare il loro mentore. Un gruppo di hacker ha avviato l’operazione “Avenge for Assange” (prendendo chiaramente ispirazione dal film “V per Vendetta”), vendicare cioè i torti subiti da Julian Assange, fondatore di Wikileaks arrestato nei giorni scorsi con l’accusa di stupro, violenza sessuale e coercizione.
Il mondo del web è stato messo a soqquadro dall’azione di questi rivoltosi, che hanno dapprima attaccato Paypal e la banca svizzera Postfinance, i primi a bloccare il flusso di denaro verso Wikileaks, per poi dirigere le proprie mire verso Mastercard, Visa, Amazon e la procura svedese, sempre nello stile Ddos (Distributed denial-of-service denial). Attaccato anche il sito dell’ex governatrice degli Stati Uniti Sarah Palin, che si era apertamente schierata contro Assange, e quello dell’avvocato che difende le due ragazze che hanno sporto denuncia contro l’attivista australiano per i fatti risalenti alla scorsa estate che sono costati al 39enne padre padrone di Wikileaks il mandato d’arresto internazionale emesso dalla Svezia.
Al grido, via Twitter, di “Fuoco, fuoco, fuoco” , il gruppo denominato “Operation Payback” (operazione restituzione), ha invitato gli utenti che volevano aderire all’iniziativa ad utilizzare l’apposito programma messo online poco prima. Il gruppo di hacker si è dunque accanito contro tutte le società che hanno deciso di tagliare i ponti con Wikileaks: “Abbiamo cominciato in pochi, ma ora siamo circa 4000. Chiunque sia contro Wikileaks è nel mirino“, l’avvertimento lanciato dal gruppo, il cui account su Twitter è stato però sospeso nelle ultime ore.
“I clienti di Visa ci hanno ribadito in massa di voler fare le donazioni e non sono affatto contenti che Visa le respinga”, è l’accusa lanciata da DataCell, il sito svizzero-islandese incaricato di canalizzare tutte le donazioni verso Wikileaks avvenute via carta di credito e per questo verranno mosse azioni legali contro Visa e Mastercard, che hanno bloccato il flusso verso il sito di Assange.




