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Yara, si lavora sul sequestro: spunta una testimone…



La Procura brancola nel buio. E’ quanto emerso dalla conferenza stampa indetta ieri per fare il punto sulle indagini sulla scomparsa della piccola Yara Gambirasio, la tredicenne che dal 26 novembre scorso sta tenendo in apprensione Brembate di Sopra e l’Italia intera. Si parla di scomparsa, gli inquirenti non vogliono affrontare l’ipotesi omicidio, ribadendo più volte la parola ‘viva’, quasi come se si dovessero autoconvincere o dovessero ammaliare i giornalisti presenti. La realtà dei fatti è però che il caso Yara, ancor di più della vicenda di Sarah Scazzi, si sta trasformando in un vero e proprio mistero. Gli inquirenti non hanno uno straccio di prova sulla quale basare le proprie ricerche, non sono spuntati testimoni attendibili (è stato ascoltato ieri per la quarta volta Enrico Tironi, ma senza cavare un ragno dal buco) e soprattutto resta la grande macchia dell’arresto flop, quello nei confronti del giovane marocchino Mohammed Fikri, un’operazione in stile hollywoodiana che si è rivelata un’abbaglio di dimensioni colossali.





Dalla trasmissione “Quarto Grado”, in onda su Rete4 e condotta da Salvo Sottile, è emerso però un nuovo dettaglio che potrebbe risultare importante per le indagini: una donna, una residente di Brembate di Sopra che ha l’abitudine di dialogare con la figlia attraverso dei walkie-talkie, avrebbe sentito, nella sera di quel fatidico 26 novembre, un’interferenza, con una voce maschile che diceva “ce l`ho, l`ho presa, la portiamo là”. Una testimonianza importante, che potrebbe portare gli inquirenti sulla strada del sequestro di persona. Stando alle ultime indiscrezioni sarebbe anche diverso il contenuto dell’ultimo sms mandato da Yara, che avrebbe come testo “Dobbiamo essere lì per le 8″ invece dell’iniziale “Sì, confermo”.

A nulla è servita inoltre l’azione di una sensitiva, la polacca Emilia Shalek,  pranoterapeuta a Roma. Arrivata in treno a Bergamo, la donna ha fermato degli agenti di polizia per illustrare la sua verità: “Ho sognato Yara – le parole dette dalla sensitiva alla polizia - insieme con Sarah Scazzi davanti alla mia porta. Volevano entrare, ma io ho risposto che non era ancora il momento. Quando ha preso in mano una cartina della provincia di Bergamo ho sentito un forte profumo di rose che veniva dal punto in cui è segnato Sotto il Monte”. Una pattuglia della Forestale l’ha accompagnata sul posto, senza però trovare nulla. E’ la fotografia del momento di smarrimento che stanno vivendo gli inquirenti: ogni testimonianza, anche la più stramba, viene considerata utile…

Yara






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