Sembra essere questa la nuova ipotesi, una delle tante, su cui si stanno concentrando gli inquirenti. Tale nuova ipotesi, sulla quale gli inquirenti sono comunque cauti, nasce dal fatto che sul corpo della giovane ginnasta di Brembate sono stati trovati, e isolati, due diversi dna estranei alla ragazzina. Uno maschile e uno femminile. Cosa, quest’ultima, che lascia supporre – ma è solo una supposizione – che ad uccidere Yara siano state due persone con due armi diverse: una impugnava il coltello e l’altra un corpo contundente, che potrebbe essere un martello, una pietra etc.
I colpi riscontrati – nel corso dell’autopsia – sul cadavere della piccola Yara sono otto. Sei colpi inferti con una lama e due con un corpo contundente. Gli otto colpi sono stati inferti in diverse zone del corpo: zona lombare, tra nuca e base collo e al polso sinistro. Comunque non è stato ancora accertato quale di essi sia stato il colpo letale … e non sarà facile accertarlo con estrema sicurezza, viste le condizioni del cadavere.
Ora questa è solo una ipotesi. Infatti occorrerà fare i dovuti riscontri, in quanto i dna estranei potrebbero appartenere a familiari, amici, conoscenti di Yara, che avevano rapporti e/o contatti di vario tipo con lei … e non all’assassino e/o agli assassini. Inoltre sul secondo dna, quello femminile, ci sono ancora dei dubbi. Infatti gli inquirenti hanno confermato l’isolamento del dna maschile, ma non hanno confermato - ma neppure smentito – il rilevamento di quello femminile. Su questo punto c’è il massimo riserbo.
Le indagini proseguono ad ampio raggio, ma occorrerà attendere la relazione della dottoressa Cattaneo, che ha eseguito l’autopsia, e l’esito dei numerosi esami che stanno facendo i Ris e la Polizia scientifica sui reperti e sulle tracce isolate dal cadavere della ragazzina … e ci vorrà ancora del tempo. Non sarà facile giungere a conlusioni certe e quindi utili alle indagini, visto il cattivo stato in cui versava il corpicino di Yara -in avanzato stato di decomposizione -.
Intanto gli inquirenti continuano ad effettuare i confronti tra i dna isolati con quelli di tutte le persone incontrate nel corso delle indagini: testimoni, amici, familiari, vicini, frequentatori della palestra etc. … e con quelli di una decina di pregiudicati della zona.
Una delle tesi più seguite è che a rapire e ad uccidere Yara possa essere stata una persona – o due – che orbitava nell’ambiente dei frequentatori abituali della stessa palestra in cui Yara si allenava. Questa potrebbe essere una ipotesi molto attendibile, in quanto spiegherebbe la strana e misteriosa dinamica dell’improvvvisa sparizione nel nulla della ragazzina. Infatti se questa persona era conosciuta da Yara – e magari la ragazzina si fidava di di lei e/0 di loro -, la stessa non avrebbe mostrato nessuna ritrosia a salire sulla sua/loro auto, per accettare un passaggio verso casa. L’ipotesi, così posta, appare verosimile e spiegherebbe il modo fulminio, e senza clamori (nessuna ha visto o sentito nulla di anomalo… tipo urla, colluttazioni, stridii di gomme etc. ), con il quale Yara è svanita in quel triste pomeriggio del 26 novembre 2010.
Purtroppo al momento tutte le ipotesi godono di qualche credibilità, ma su nessuna si vantano certezze. Certezze che si potranno avere, si spera, solo dopo la conclusione di tutte le analisi delle traccie biologiche, arboree, pollini e insetti rinvenuti sul corpo, e nelle immedite vicinanze, martoriato di Yara Gambirasio.
Lucio Vecchiotti / gossipenews.it

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